IN CROCIERA FRA GLI ATOLLI
Yacht charter alle Maldive
Le Maldive sono costituite per il 99% di acqua e secondo alcuni una crociera alle Maldive è certamente il modo migliore di visitare l'arcipelago. La crociera (detta anche safari) offre sia l'opportunità di poter visitare molte delle 1200 isole che quella di immergersi in alcuni dei migliori siti del mondo.
E' possibile scegliere fra un safari subacqueo e una rilassantissima crociera fra gli atolli, che vi farà sentire in assoluta sintonia con la natura mentre la vostra imbarcazione scivola fra le isole. Sono possibili anche crociere per surfisti.
La maggior parte delle imbarcazioni è equipaggiata con attrezzatura da subprofessionale e prevede la presenza di istruttori di immersione qualificati. Il diving safari vi permette di provare molti siti di immersione sugli atolli e in posti diversi, dandovi inoltre la possibilità di entrare a contatto con la vita delle isole, visitare isole vergini disabitate e apprezzare la bellezza unica di varie isole resort. A bordo è presente tutta l'attrezzatura necessaria, che si può noleggiare a prezzi accessibilissimi. Alcune imbarcazione consentono l'immersione solo di subacquei in possesso di brevetto, altre organizzano dei veri e propri corsi PADI (da pagare extra).
Il charter alle Maldive solitamente è 'full board', ovvero copre tutte le spese, inclusi il trasferimento dall'aeroporto all'imbarcazione e viceversa, il vitto, la biancheria, il carburante, gli ormeggi, le escursioni nonchè tè e caffè senza limiti. Il prezzo del diving solitamente è incluso, tranne che in alcune imbarcazioni ove occorre pagare un supplemento. Un dhoni di lunghezza variabile dai 10 ai 5 metri, attrezzato per le immersioni e per la pesca, solitamente segue tutte le imbarcazioni da crociera. Le immersioni previste sono 2 o 3 al giorno ed 1 o 2 immersioni notturne la settimana.
L'equipaggio degli yachts da crociera (o safari boats) è esclusivamente maschile (ad eccezione delle imbarcazioni non maldiviane) e adeguato alle necessita della navigazione.
I membri dell'equipaggio parlano tutti l'inglese e sono sempre gentilissimi e disponibili a soddisfare i desideri dei passeggeri. Non è raro trovare personale di bordo che capisca l'italiano, vista la grande frequentazione delle Maldive da parte dei nostri connazionali. Mentre alcuni yachts offrono sistemazioni e strutture standard, altri prevedono sistemazioni di lusso e comodità moderne. Le cabine normalmente dispongono di bagno privato e di aria condizionata con controllo individuale; negli yachts più lussuosi sono presenti anche la TV satellitare (dove magari riguardare il materiale girato con la propria videocamera), il lettore CD/DVD, il minibar, il collegamento wi-fi ad internet ed il telefono satellitare. Alcune imbarcazioni dispongono anche di vasche con idromassaggio collocate direttamente sul ponte e/o servizio SPA, anche con sauna. Uno spazioso sundeck, dove completare la propria abbronzatura, è sempre presente fra le dotazioni delle imbarcazioni da crociera maldiviane. La cucina è il più delle volte squisita e comprende un sapiente mix di piatti locali e cucina internazionale. Quasi tutte le imbarcazioni dispongono di un barad uso degli ospiti, dove vengono serviti cocktail dissetanti o gustosi aperitivi (anche sul ponte).
La vita a bordo segue il ritmo del sole e fra immersioni, visita ai villaggi di pescatori, passeggiate su isole deserte (magari con barbecue), non avrete certo il tempo di annoiarvi ed i giorni passeranno piacevolissimi.
Il porto di imbarco solitamente è quello di Hullumalè, situato nell'isola-capitale. In caso di charter di un'imbarcazione è consigliabile che esso inizi al mattino in quanto le imbarcazioni da crociera non possono navigare attorno a Malè dopo le 17 e quindi sono costrette ad aspettare le prime luci dell'alba del giorno successivo sostando in rada.
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GALLERIA FOTOGRAFICA
(4 foto)
Lo Staff di Crocieramaldive.comSNORKELING ED APNEA ALLE MALDIVE
Non solo diving
Le isole Maldive sono un piacere per gli occhi, ma quello che si può osservare sotto il pelo dell'acqua è una vera meraviglia della natura. I reefs che circondano le isole e gli atolli sono ricchi di coralli e di creature marine coloratissime e l'acqua è trasparente in modo straordinario. Alle Maldive sono possibili moltissime attività e sports acquatici e quando si parla dell'osservazione delle meraviglie dei fondali di questo arcipelago il pensiero corre subito al diving. In effetti l'offerta per gli appassionati e per gli specialisti delle immersioni con l'autorespiratore è ricchissima e coloro che non hanno mai sperimentato il diving possono seguire dei corsi per principianti, ma anche un'immersione in apnea e l'uso di maschera e boccaglio possono dare l'opportunità di godere dei colori sgargianti della vita del reef o di nuotare assieme ai grandi pesci ed alle tartarughe marine.
Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo indossato maschera e boccaglio e ci siamo abbandonati sul pelo dell'acqua ad osservare il fondale e se proprio non l'abbiamo mai fatto, le Maldive sono il posto giusto dove iniziare a farlo. Ed ecco che, con un rischio molto inferiore e con un'atttrezzatura molto più semplice, ci ritroveremo in un acquario limpido ed illuminato, densamente popolato da una varietà incredibile di pesci tropicali. Pinneggiare a ridosso del reef del mare delle Maldive mentre il sole vi accarezza la schiena e lo sguardo si posa sui coralli e sui pesci multicolore sarà una delle vostre esperienze più entusiasmanti. Se poi vi spingerete un po' oltre, verso il canale oceanico, resterete letteralmente senza respiro: Il profilo della barriera di corallo comincerà a degradare verso profondità ed abissi sconosciuti ma voi, invece di picchiare verso quel blu profondo, mantenetevi in superficie ad osservare lo spettacolo. Resistete all'impulso di tornare verso la laguna: non c'è alcun pericolo, malgrado le sagome imponenti dei grandi pesci e degli squali che vedrete nuotare sotto di voi, lì dove il profilo del corallo si perde nel blu profondo.
Lo snorkeling alle Maldive è facile, economico e permette di passare ore sotto acqua ad osservare la natura del reef corallino. Dopo esservi procurati una maschera, un paio di pinne ed un boccaglio adatti (non omettete di provarli!) dovrete solo trovare il posto giusto dove fare snorkeling e soprattutto dovete valutare bene, magari con il supporto di qualche locale, tutti i potenziali rischi (onde e soprattutto le correnti in prossimità dei canali che mettono in connessione l'acqua della laguna con quella dell'oceano).
LA BARRIERA CORALLINA RIPRENDE VITA
Dopo El Niño e lo Tsunami
Uno degli effetti dell'aumento della temperatura degli Oceani causato da El Niño (e rinforzato dal riscaldamento globale) è lo sbiancamento dei coralli dei reefs tropicali. I coralli vivono ad una temperatura molto vicina al loro limite massimo di tolleranza ed un piccolo incremento dei valori termici può provocare eventi stressanti e soprattutto favorire l'espulsione delle alghe simbiontiche, che sono responsabili della loro particolare colorazione ma che, soprattutto, provvedono al loro nutrimento. I coralli possono riprendersi da brevi e limitati fenomeni di sbiancamento ma fenomeni più estesi, o peggio ancora ripetuti, possono essere fatali.
Nel 1998, anno di maggiore intensità de El Niño alle Maldive si verificò un fenomeno di sbiancamento massiccio. Più del 90% degli animali simbionti con le alghe, compresi i coralli, mostrarono un imponente fenomeno di sbiancamento che interessava le profondità comprese fra gli 8 ed i 20 metri, soprattutto in alcune località (8) dell'atollo di Malè Nord. Il fenomeno si manifestò in maniera così intensa ed evidente che il nuotare al di sopra del reef veniva descritto da qualcuno come 'passeggiare sulle Alpi innevate'. In quei giorni la temperatura superficiale dell'acqua alle Maldive era di 32°C e questa temperatura si estendeva fino alla profondità di 15m. Inoltre vi era pochissimo vento e ciò non favoriva il raffreddamento delle acque superficiali.
DAI DHONI TRADIZIONALI AGLI YACHTS MODERNI
Storia del turismo nautico alle Maldive

Le Maldive si sono aperte al turismo internazionale agli inizi degli anni '70. I turisti provenienti da tutto il mondo venivano accolti nei primi resorts (Kurumba, Bandos e Villingili) e sulle prime imbarcazioni da crociera, più adatte ad ospitare i turisti interessati soprattutto a visitare l'arcipelago o a praticare le attività subacquee e la pesca. Malgrado qualche imbarcazione da diporto straniera effettuasse occasionalmente attività di charter alle Maldive, il vero pioniere del turismo nautico locale fu Mr. Ahmed Adam, il quale nel 1973 (secondo anno di apertura al turismo) riadattò un'imbarcazione locale in modo tale che essa potesse effettuare le prime crociere nell'arcipelago. Si chiamava Aladeen ed era un'imbarcazione da pesca locale (dhoni), spinta da una vela latina e interamente costruita in legno di noce di cocco. Aladeen disponeva di un'unica cabina, la quale poteva ospitare fino a 6 passeggeri (sistemati in letti a castello) e di un'unico bagno. I membri dell'equipaggio erano tre ed il serbatoio dell'acq1ua era di soli 400 lt. All'imbarcazione era stato aggiunto un motore Yanmar 2T per consentire una velocità di crociera compatibile con la navigazione turistica dell'arcipelago e la cambusa era limitata ai prodotti la locali. L'imbarcazione, infine, era controllata tramite il timone tradizionale locale (hunganu), azionato dal piede del capitano.
Aladeen ha contribuito moltissimo alla fama delle Maldive, perchè portò in giro per l'arcipelago i primi fotografi di terra e subacquei (soprattutto tedeschi) che con le loro immagini fecero conoscere le meraviglie di questi atolli a tutto il mondo. Infatti alcuni degli scatti più famosi, utilizzati tuttora per promuovere le Maldive, furono realizzati proprio nel corso delle prime crociere con Aladeen.
Nel corso degli anni '70 altre imbarcazioni tradizionali da pesca vennero riadattate sulla scorta dell'esempio di Aladeen e vennero subito noleggiate da parte dei primi pionieri del turismo subacqueo, ancora una volta soprattutto tedeschi.
Ben presto le imbarcazioni divennero insufficienti a soddisfare la crescente domanda, per cui la conversione dei dhoni da pesca continuò per tutti gli anni '80, spinta dalle richieste sempre maggiori. In quegli anni cominciò anche la costruzione di imbarcazioni destinate ad attività turistica, le quali però avevano sempre e comunque lo stile e gli spazi dei dhoni tradizionali da pesca, anche se in alcune imbarcazioni fecero comparsa le prime cabine.
Negli anni '80 furono comunque anche costruite, ad opera di europei trapiantati alle Maldive, due imbarcazioni che si discostavano alquanto dai dhoni tradizionali per progetto, dotazioni e qualità costruttiva, il Baraabaru ed lo Shadas.
Il BARAABARU venne costruito nel 1980 da un francese nell'isola di Velidhoo, nell'Atollo di Noonu Nord e venne registrato per l'attività turistica nel 1981. Il progetto (un singolare incrocio fra un dhoni tradizionale ed una barca a vela moderna) venne visto con molto scetticismo da parte dei carpentieri locali, sia per le dimensioni dell'imbarcazioni sia per la suddivisione degli spazi.


