La barriera corallina riprende vita

Dopo El Niño, lo Tsunami e la barriera corallina
Uno degli effetti dell’aumento della temperatura degli Oceani causato da El Niño (e rinforzato dal riscaldamento globale) è lo sbiancamento dei coralli dei reefs tropicali. I coralli vivono ad una temperatura molto vicina al loro limite massimo di tolleranza ed un piccolo incremento dei valori termici può provocare eventi stressanti e soprattutto favorire l’espulsione delle alghe simbiontiche, che sono responsabili della loro particolare colorazione ma che, soprattutto, provvedono al loro nutrimento.

I coralli possono riprendersi da brevi e limitati fenomeni di sbiancamento ma fenomeni più estesi, o peggio ancora ripetuti, possono essere fatali.
Nel 1998, anno di maggiore intensità de El Niño alle Maldive si verificò un fenomeno di sbiancamento massiccio. Più del 90% degli animali simbionti con le alghe, compresi i coralli,  mostrarono  un imponente fenomeno di sbiancamento che interessava le profondità comprese fra gli 8 ed i 20 metri, soprattutto in alcune località (8) dell’atollo di Malè Nord. Il fenomeno si manifestò in maniera così intensa ed evidente che il nuotare al di sopra del reef veniva descritto da qualcuno come ‘passeggiare sulle Alpi innevate’. In quei giorni la temperatura superficiale dell’acqua alle Maldive era di 32°C e questa temperatura si estendeva fino alla profondità di 15m. Inoltre vi era pochissimo vento e ciò non favoriva il raffreddamento delle acque superficiali.

Questo evento ha assunto una grande importanza per le Maldive, che vivono sul corallo, sia per il ritorno economico sia nel senso stretto della parola, dato che il territorio maldiviano è costituito da isole coralline, per cui qualsiasi evento capace di compromettere il naturale sviluppo delle scogliere coralline costituisce una minaccia al perdurare delle Maldive stesse.
Per fortuna la ricolonizzazione del reef è ricominciata quasi subito e già l'anno dopo era possibile osservare i nuovi insediamenti di colonie di corallo, prima di tipo incrostante e poi di tipo ramificato. Dopo il grande sbiancamento del 1998, alcune specie di corallo, prima molto diffuse, sono diventate rare.
Nel dicembre 1994 un altro grande evento, lo Tsunami, ha colpito la barriera, proprio mentre essa si stava ancora riprendendo dallo sbiancamento. La grande onda ha spezzato molti rami di corallo ma, soprattutto, ha mosso sabbia e detriti che si sono depositati sul reef ricoprendo le forme di vita, compresi il corallo e le alghe simbiontiche. Anche se lo tsunami ha rallentato la ripresa della barriera i suoi danni, per fortuna, sono stati tutto sommato abbastanza limitati.
Tutti i dati più recenti a disposizione della comunità scientifica, in sintesi, sembrano indicare una buona ripresa della barriera delle Maldive. La barriera corallina delle Maldive, per quanto esposta a due eventi potenzialmente disastrosi, ha retto bene l'impatto ed oggi può inizaiare a tornare a mostrarsi nell'antico splendore, per la gioia dei subacquei e per il futuro stesso degli abitanti di quel meraviglioso arcipelago.

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